Il giallo dei limoni nel centro dell’Irpinia

Il giallo del limoni nel centro dell’Irpinia

Durante gli anni dell’Università ho avuto la fortuna di poter passare del tempo con Pierpaolo Bellini (detto Widmer, autore del libro su Enzo “Amico Carissimo”) che aveva l’abitudine (e soprattutto l’ambizione) di aiutarci ad entrare nelle questioni più urgenti della vita, tramite la letteratura e la musica classica. Ricordo che uno dei primi anni che frequentavo Medicina ci presentò Montale leggendoci la poesia “i limoni” soffermandosi sul concetto del “malchiuso portone” come una possibilità che la realtà conserva sempre, per farci godere nelle nostre vite, spesso troppo grigie, della bellezza del giallo dei limoni capace di scaldare il cuore.

Sabato 3 ottobre ho avuto la stessa netta impressione addentrandomi nell’Irpinia con Luca Rossi (Presidente della Fondazione Enzo Piccinini) e Gerardo Capriglione (irpino e modenese d’adozione dalla fine degli anni ‘70) in direzione Pietradefusi vicino ad Avellino. Ci ha portato lì il desiderio di una donna del posto che si è imbattuta poco tempo fa nella storia di Enzo Piccinini: Katia Centrella, assessore al welfare di Pietradefusi e Presidente della cooperativa “Le Janare”, ha infatti proposto alla Fondazione di poter dedicare a Enzo Piccinini un Poliambulatorio che la cooperativa stava aprendo. Nella lettera di motivazione, e nel suo discorso all’inaugurazione, Katia ha raccontato come la sua vita, segnata da una malattia che l’ha portata fino all’Ospedale S. Orsola di Bologna, è stata stravolta dall’incontro con Enzo Piccinini.

Nella lettera che trovate in allegato scrive:

“L’incontro con la figura di Enzo, ha impresso una svolta profonda nel mio modo di guardare l’esistenza. Non si è trattato semplicemente di scoprire la biografia di un medico straordinario, ma di imbattermi in una modalità radicale e vibrante di intendere il quotidiano. Prima di incontrare la sua figura, tendevo spesso a separare i diversi ambiti della mia vita: il dovere dal desiderio, il lavoro dagli affetti, le incombenze di tutti i giorni dalla ricerca di un significato più grande. Il Dottor Enzo Piccinini ha letteralmente scardinato questa frammentazione. La sua figura mi ha mostrato che non esiste un istante banale o privo di valore: che si tratti di curare un paziente, di guidare nella notte per raggiungere un amico o di vivere una serata in compagnia, tutto può essere investito da una passione assoluta, da un desiderio di totalità che non si accontenta delle mezze misure. Da lui ho imparato che la fede e gli ideali non sono concetti astratti da rifugiare nel tempo libero, ma un fuoco che deve bruciare dentro la realtà concreta, affrontando la fatica, il dolore e le contraddizioni senza indietreggiare mai.”

Questo suo incontro con Enzo, nato dall’incontro con alcuni amici della comunità di CL dell’Irpinia, oltre che far nascere in lei il desiderio della dedicazione del Poliambulatorio, ha generato un avvenimento straordinario a Pietradefusi, un paese di 1.600 abitanti in provincia di Avellino. Il sabato 3 ottobre al pomeriggio, si sono riuniti per l’inaugurazione del Poliambulatorio oltre ai cittadini del paese anche tanti amici da diverse regioni d’Italia delle comunità di CL che desideravano toccare con mano come a distanza di tanti anni Enzo continua la sua opera instancabile di incontrare ed entrare nel cuore delle persone. Un amico arrivato dalla Calabria ci ha detto: “ci hanno invitati dicendoci che ci sarebbe stato un avvenimento…e volevamo vedere se era vero!”

Nell’intervento di Luca Rossi, che trovate in allegato e che include anche due testimonianze – tra cui quella che documenta la presenza di Enzo in quei luoghi subito dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980 – emerge proprio questo: per Enzo, è stato l’Avvenimento cristiano, attraverso l’incontro e il rapporto con don Giussani, a plasmare la sua intera vita, generando una possibilità nuova di vivere intensamente ogni aspetto dell’esistenza.

Il messaggio di don Giussani alla Fraternità di CL per la sua morte porta il titolo “Padre perché intensamente Figlio”. È La coscienza che Enzo aveva dell’essere figlio che ha generato tramite lui una storia fatta di persone e fatti che continua nel tempo. E quello cui ho assistito sabato è proprio la presenza di un Padre generativo e talmente creativo da regalarci un incontro straordinario con una donna la cui vita è cambiata radicalmente. È stato infatti un susseguirsi di incontri e dialoghi con i cittadini, gli amministratori arrivati per l’inaugurazione, il parroco e gli amici della comunità di CL dove era evidente che quello che attirava non era esclusivamente Enzo ma ciò a cui lui ha dato la vita.

Per me, rivedere questa dinamica in azione in un luogo «strano» e lontano, dove è nata una familiarità altrimenti inspiegabile con le persone che abbiamo incontrato, è stato un grande regalo. Un regalo «immeritato» e gratuito, che è stato sufficiente semplicemente guardare e di cui godere, senza dover aggiungere nulla.

Riprendendo la poesia di Montale, è stato sufficiente affacciarsi a quel «malchiuso portone» per scoprire il giallo dei limoni e godersi, con gratitudine, lo spettacolo creativo della sua presenza.

(…)

Ma l’illusione manca e ci riporta il tempo
nelle città rumorose dove l’azzurro si mostra
soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase.
La pioggia stanca la terra, di poi; s’affolta
il tedio dell’inverno sulle case,
la luce si fa avara – amara l’anima.

Quando un giorno da un malchiuso portone
tra gli alberi di una corte
ci si mostrano i gialli dei limoni;
e il gelo del cuore si sfa,
e in petto ci scrosciano
le loro canzoni
le trombe d’oro della solarità.
(…)

Davide Pianori medico e collaboratore della Fondazione Enzo Piccinini

Pietradefusi, 24-05-2026
Lettera di Katia Centrella alla Fondazione Enzo Piccinini

Pietradefusi, 3-10-2026
Intervento del Presidente della Fondazione Enzo Piccinini in occasione dell’inaugurazione del poliambulatorio