Quasi quasi una favola di Natale… ma è Halloween!

“Il mondo è bello perché è vario?”  No, non è per questo: “Il mondo è bello perché c’è!”

C’è cosa? La moda celtica/irlandese/americana ha invaso tanto la quotidianità e tante volte non ce ne accorgiamo. Penetra in ogni attimo e in ogni dettaglio. E la moda diventa un’ovvietà, una “cultura” che non si può non seguire. Se non lo fai…. sei diverso. E allora anche i genitori corrono per colmare questo gap e rincorrono ad ampie falcate il divario che si è creato.

Halloween è la vigilia della festa di tutti i Santi, ma anche da noi, in questa fetta occidentale del pianeta, è diventata un fenomeno che ha conquistato i bambini: “Dolcetto scherzetto”, le zucche, i racconti horror, i film, i fantasmi, i morti. Oscurità e paura. I ragazzini e le ragazzine (ma non solo) si travestono, indossano una maschera, solitamente paurosa, di vampiri, streghe e lupi mannari. E allora anche questo programma diventa l’occasione per “investire” in costumi, in feste che servono per mettersi al pari con il “sentimento comune”. È sotto gli occhi di tutti.

Io mi sono imbattuta in un altro racconto.

A Madrid, in periferia, c’è una famiglia, metà spagnola e metà italiana. Hanno tre figli: due femmine e un maschio.  La moglie ha vissuto per 27 anni in Italia e con la sua famiglia d’origine ha avuto modo di conoscere ed incontrare Enzo Piccinini. Ogni anno, ritornando “in patria” per le vacanze, lei e suo marito si recano in un posto “ricco di turisti” che è il Cimitero di Cittanova (Modena) per recitare una decina del Rosario e, in questi anni, anche per presentare i loro figli ad Enzo, sulla cui lapide c’è una fotografia in cui indossa il camice bianco da medico.

Il loro terzo figlio è stato chiamato Enzo: molto per lui e… un po’ anche per la passione per le auto Ferrari.

La scuola dove vanno questi bambini, una scuola che noi chiameremmo paritaria, festeggia la vigilia di Tutti i Santi e chiede agli alunni di vestirsi in modo tale che ciascuno possa ricordare un Santo a cui è affezionato.

La più grande, Filomena, si è “vestita” da Santa Chiara, la mezzana da Madonna del Loreto (poiché lei si chiama Loreto) e il terzo, Enzo, si è presentato a scuola con un camice bianco.

Interpellato dalla maestra Cristina, lui le ha risposto: “Io sono Enzo Piccinini. Io sono Enzo Piccinini”. E così per tutta la mattina.

La maestra, incuriosita, alla “riconsegna del bimbo” ha voluto parlare con la madre per avere spiegazioni. La mamma ha raccontato chi fosse Enzo Piccinini, come mai i ragazzi fossero affezionati a lui e del percorso iniziato per la Causa di Beatificazione.

La maestra, non contenta, recatasi a casa è andata a scandagliare su internet le notizie su di lui e si è imbattuta nel sito della Fondazione con tutto ciò che il sito racconta.

La mattina dopo la maestra e la mamma si rincontrano e lei chiede di poter avere un suo ricordino con la preghiera stampata nel retro perché aveva il desiderio di “utilizzarlo” con altri per pregare per un loro amico che si trovava in gravi condizioni di salute. Così è stato.

Alla maestra è stato promesso anche il terzo libro pubblicato in Italia (“Amico carissimo” di Pier Paolo Bellini e Chiara Piccinini ed. BUR saggi, 2024), sperando che il traduttore spagnolo possa celermente finire “la sua opera”.

Il mondo è bello perché c’è! Sì, perché in questo mondo, non nell’aldilà, c’è una maestra che si lascia sollecitare da un bimbo di due anni e mezzo e diventa anche lei ricca dell’amicizia che Enzo ci ha donato. L’ha incontrato così, oggi! Nel 2025 a ventisei anni dal suo Dies Natalis!!!

di Alma López (Spagna)