Il Veliero, una casa per i giovani
“Sei pronto a salire sul veliero?”: questo l’invito che da fine novembre girava sui cellulari di molti giovani, accompagnato da una data (8 dicembre) e dalle coordinate di un luogo misterioso.
8 dicembre ore 14.30: molti ragazzi si recano al luogo dell’appuntamento e si ritrovano stupiti in una stradina silenziosa e insignificante dietro l’ex Cinema Scala; guardano con aria interrogativa gli adulti presenti, nella speranza di estorcere loro qualche informazione, ma niente… Ad un certo punto il suono lontano di una tromba echeggia nell’aria…gli invitati si avviano seguendo la musica e raggiungono un giovane trombettista che sul ciglio della strada sta suonando la canzone “Avrei voluto essere una banda“; poi la musica si ferma e il ragazzo si unisce al gruppo che riprende il cammino dietro le note di un’altra tromba. Poco più avanti, infatti, nascosto fra le fronde di un albero ai margini della strada trafficata, un secondo trombettista accoglie il gruppo con le sue note; i due musici attaccano insieme “La banda” e poi si riparte.
Lungo il percorso una ragazza con la tromba aspetta di unirsi agli altri e infine una giovane percussionista richiama tutti battendo il tempo col tamburo. Ecco che la gente imbocca via Gherardi e al civico 6, contrassegnato da una formella con le parole In nomine tuo salva nos, si aprono le porte e tutti entrano sempre più stupiti. Il posto è bellissimo: un ampio salone con tante stanze più piccole sui lati, l’immagine di un veliero tracciato coi gessi su una grande lavagna, tutto è pronto per una festa, su un tavolo torte e prelibatezze….
Un gruppo di adulti emozionati in fondo alla sala guarda i ragazzi entrare e poi Alessandro Bazzani, responsabile di GS Modena, va al microfono e commosso racconta finalmente la storia del Veliero, un luogo che porta un nome speciale.
Racconta che Enzo Piccinini, medico e uomo appassionato della vita, usava la metafora del veliero per descrivere la propria esistenza. “Guardate – diceva Enzo – la nostra potenzialità umana è come un veliero che sfida i mari. Ma quando si arena nella secca del ‘vorrei ma non posso’, senza speranza, serve che tu incontri uno. Se incontri uno che ti risponde, mantieni vivo il desiderio, e quel desiderio diventa domanda, diventa ricerca, diventa speranza.”
Alessandro dice che “questo è il cuore del Veliero: essere un luogo dove i ragazzi possano incontrare ‘uno’, cioè un adulto che non spegne il desiderio ma lo custodisce, lo rilancia, lo accompagna, uno che si mette accanto, che ascolta, che condivide il viaggio“.
Gli invitati apprendono con stupore che il Veliero è nato dall’iniziativa di tanti adulti lì presenti, appassionati della vita e dell’educazione dei giovani, e dalla generosità di una cordata di benefattori, che hanno acquistato l’immobile e lo hanno reso disponibile all’associazione nata per gestire gli spazi e le iniziative che sorgeranno; il progetto è che il Veliero sia un porto sicuro dove tutti i ragazzi possano studiare, dialogare, confrontarsi e trovare adulti disponibili ad ascoltarli, a sostenerli nello studio, a incoraggiarli nei loro interessi: la musica, il teatro, lo sport, le letture, i film… Alessandro dice che questo luogo accoglierà anche Gioventù Studentesca, una compagnia di amici che porta con sé una tradizione di amicizia e di fede. “Il Veliero” conclude “non è solo un edificio, ma una comunità viva, che si apre a tutti e che vuole offrire un orizzonte più grande”.
Gli applausi entusiasti segnano l’inizio della festa: i trombettisti (giunti da Cremona per l’occasione) e altri amici suonano e cantano e, mentre grandi e piccoli ballano contenti e senza pensieri seguendo le mosse di chi guida, o si accostano al ricco buffet (dove è arrivata una torta bellissima con sopra l’immagine di un veliero), gruppi di ragazzi girano eccitati e scrivono sui post-it preparati davanti ad ogni stanza le loro idee sulla destinazione degli ambienti: “Qui c’è già una libreria, mi piacerebbe che ci fossero dei romanzi da leggere e scambiarsi”; “Qui sarebbe bello fare il pub di GS”; “Qui ci mettiamo il biliardo”; “Qui faremo le prove del coro”. In bella vista un pianoforte dono di amici e già alcuni vorrebbero imparare a suonarlo. L’eccitazione riguarda anche i lavori di ristrutturazione: Alessandro ha annunciato ai ragazzi che potranno partecipare alla sistemazione degli ambienti dando un aiuto concreto e li ha invitati a segnalare la loro disponibilità: “il Veliero ha bisogno di muoversi. E il vento siete voi: il vostro cuore, la vostra creatività, la vostra passione e le vostre braccia”. La festa volge al termine, è il momento dei saluti, ma si sa che ci si rivedrà presto: il Veliero sta per partire!












