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> 2 MAGGIO 2007
Serata di solidarietà a Ravenna

Serata di solidarietà organizzata a favore di quattro “opere” rappresentative di realtà non-profit impegnate nei settori dell’assistenza e dell’educazione.

“Qualcosa dell’altro mondo in questo in questo mondo” era il titolo dell’iniziativa, a testimonianza della possibilità di dar vita, in una società caratterizzata spesso da egoismo e indifferenza, a espressioni concrete di generosità e altruismo che aprono un orizzonte di speranza e fiducia nel futuro.

E questa testimonianza è stata portata dai responsabili di:
A.V.S.I.
Associazione Cometa di Como
Fondazione Enzo Piccinini di Modena
Casa di S.Giuseppe e S. Rita di Castel Bolognese

Cristina Mazzavillani Muti concludendo la serata ne ha colto pienamente il significato esprimendo i sentimenti e le impressioni dei partecipanti. Gli applausi, i momenti intensi di ascolto in un silenzio impressionante carico d’attenzione e vera commozione hanno accompagnato, fra una portata e l’altra, la presentazione dei filmati e l’esibizione del coro “Les Choristes” diretto da Angelo Nicastro, un complesso di quaranta ragazzi nato dalla passione educativa di alcuni insegnanti delle nostre scuole, che ha ricevuto i complimenti del maestro Muti e del sindaco Fabrizio Matteucci.

Fra le tante persone presenti, molti rappresentanti del mondo della cultura, della medicina (presente anche il presidente dell’ordine), e dell’imprenditoria ravennate. La serata si è protratta fin oltre la mezzanotte e tutti nel lasciare la sala hanno espresso la loro soddisfazione per aver partecipato a qualcosa di bello e significativo.
È parso così evidente quanto messo a titolo dell’iniziativa, che anche in questo mondo opaco, smarrito e violento “qualcosa dell’altro mondo è davvero possibile”.

> 10 MARZO 2006
Cena a Rimini di presentazione dell’attività medico-scientifica della Fondazione Enzo Piccinini

Si è trattato di un’iniziativa finalizzata a promuovere le attività ed i progetti della Fondazione, a rendicontare i primi risultati raggiunti e naturalmente a raccogliere fondi; è stata realizzata con la collaborazione ed il contributo di tanti: da Orazio Tancini - gestore dell’Hotel Ramada - che ha messo a disposizione gratuitamente le sale dell’albergo, al gruppo di amici capitanato da Giuseppe Castellani che hanno preparato la cena, fino ad arrivare a Paolo Cevoli che ha intrattenuto gli ospiti interpretando i personaggi romagnoli che l'hanno reso famoso a Zelig. Durante la serata si è anche svolta un’asta di beneficenza con prodotti eno-gastronomici di qualità, offerti gratuitamente da Solo Tipico, e alcuni indumenti sportivi firmati da calciatori professionisti gentilmente offerti dalla società Rimini Calcio e dalla Dyacron Sport Management.

Alla serata hanno partecipato più di 200 persone tra medici, imprenditori del territorio, albergatori, associazioni di categoria, studi professionali, soci della Fondazione Piccinini, ex pazienti, amici, che hanno aderito alla serata con entusiasmo.

È stata per noi una serata molto significativa, perché abbiamo avuto la possibilità di far conoscere la vita e la storia della Fondazione, attraverso un evento conviviale, piacevole e bello.
Nello stesso tempo, aver visto tanta gente partecipare con entusiasmo a significato per noi essere certi di una corresponsabilità in atto nel dare continuità al lavoro di Enzo.
La certezza che il tempo lavora in positivo non ci abbandona: stiamo già raccogliendo i frutti del suo e nostro sacrificio.

         
> 26 MAGGIO 2005
Scuola “La carovana” Festa di fine lavori

Il 26 maggio 2005 Fiorisa, moglie del dott. Enzo Piccinini, scopre la targa stradale della via di accesso al Centro Scolastico “La Carovana” a Modena. Da quel momento si chiamerà: Via Enzo Piccinini. Nel nome dello stimato chirurgo modenese, morto tragicamente il 26 maggio 1999, è come se si ricapitolasse tutto il lungo cammino di vita e di ideale del grande progetto della Scuola.

L’idea originaria di fondare una scuola libera nel capoluogo modenese, nacque nel 1979 proprio come frutto dell’amicizia di Enzo Piccinini con un gruppo di genitori ed insegnanti che avendo a cuore il problema educativo, volevano giocarsi in prima persona. Enzo fu deciso nell’ispirare e nel sostenere la realizzazione di una nuova scuola, che prese materialmente il via nell’anno scolastico 1979-80 con soli cinque bambini, nei locali di un vecchio edificio scolastico della periferia di Modena.

L’originalità e la chiarezza del metodo educativo, il lavoro di tante famiglie e dei docenti che in questi anni hanno portato il loro contributo, sono tutti fattori alla base del grande sviluppo della scuola; ma il “salto di qualità” è stato quando all’inizio degli anni 2000 si è concretizzata la possibilità di costruire ex novo un complesso scolastico che potesse ospitare tutte le scuole gestite dalla Cooperativa La Carovana.
Venne individuato un terreno nell’immediata periferia di Modena, messo a punto il progetto architettonico e infine valutate infine le possibilità di finanziamento.
A questo punto la Fondazione Enzo Piccinini, che si era costituita proprio allora, intervenne in prima persona per dare sostegno concreto all’esperienza della Scuola. Così fu acquistato dalla Fondazione il lotto di terreno sul quale sarebbe dovuta sorgere la nuova scuola, ceduto alla Cooperativa con diritto di superficie.

Il 26 maggio 2003, esattamente quattro anni dopo la morte di Enzo Piccinini, venne posata, alla presenza dell’Arcivescovo di Modena-Nonantola, del Sindaco e di numerosissime altre autorità cittadine, la prima pietra della nuova struttura scolastica.

Esattamente due anni più tardi, il 26 maggio 2005, con una tempistica di cantiere che molti degli addetti ai lavori hanno definito senza mezzi termini “miracolosa”, vi è stata l’inaugurazione ufficiale della scuola alla presenza delle Autorità cittadine e del Vescovo di San Marino-Montefeltro Mons. Luigi Negri, amico di vecchia data di Enzo e dei responsabili della scuola.

“Questa – sottolineò monsignor Negri nell’omelia della messa celebrata quel giorno – non è un’opera che celebra un ricordo di Enzo Piccinini, ma è la presenza di Enzo Piccinini oggi. È la sua presenza che arriva fino a noi nel modo in cui più significativamente è stato presente fra di noi, nella sua capacità di educazione. Non è un monumento, la vita cristiana non conosce monumenti, ma conosce occasioni di memoria”.

 
 
 
   
Non ancora  

 
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